Da tutto questo si deduce che i problemi cui far fronte sono
molti e che è fondamentale sapere di cosa necessita il nostro corpo per poi
passare a costruire una dieta giornaliera confacente ai nostri fabbisogni.
Cosa dobbiamo sapere per
costruire la nostra dieta
Introduzione
Proteine
Carboidrati
Lipidi
Vitamine liposolubili (A,D,E,K)
Vitamine idrosolubili (B1, B2, B5, B6, B12,
Biotina, C, PP, Acido folico)
Minerali (calcio, iodio, fluoro)
Fabbisogno di attività
Sulla digestione…
I nostri
fabbisogni (fabbisogno energetico, metabolismo di base (tabella n.6),
fabbisogno di attività (tabella n.7), fabbisogno proteico (tabella n.8),
fabbisogni degli altri nutrienti (tabella n. 9)
PRIMA PARTE
I
NUTRIENTI DI CUI NECESSITA IL NOSTRO CORPO
PROTEINE
_Le proteine sono presenti in tutti gli esseri viventi, anche se
possono variare da specie a specie; esse partecipano a tutti i processi
biologici e possono essere enzimi,
anticorpi, ormoni; le proteine introdotte con gli alimenti servono, tra l’altro,
a costruire le nuove proteine dei tessuti ed a sostituire quelle vecchie.
Le proteine sono molecole complesse costituite da catene di
molecole più semplici, gli aminoacidi; queste catene si differenziano fra loro
per la lunghezza e per l’ordine con cui
gli aminoacidi si susseguono.
Tuttavia gli aminoacidi sono gli stessi per tutti gli esseri
viventi, animali e vegetali.
In tutti gli individui di una stessa specie è identica la
sequenza con cui gli aminoacidi si susseguono formando una certa proteina;
invece, considerando due specie diverse, possono essere diverse le proteine che
svolgono la medesima funzione.
La sequenza con cui gli aminoacidi devono susseguirsi nel formare una certa proteina è “scritta” nel
DNA (Desossiribo-Nucleic-Acid, Acido DesossiriboNucleico).
Il DNA è una molecola complessa costituita principalmente da una
catena formata da 4 molecole più semplici dette basi: Adenina, Citosina,
Guanina, Timina; la sequenza con cui queste basi si susseguono nel DNA è
“letta” dai meccanismi che determinano la formazione delle proteine.
Ciò che viene “letto” è il susseguirsi di terne di basi, ad
esempio: ACG oppure TGA; ciascuna terna di basi identifica un aminoacido, così
la sequenza delle terne di basi determina la sequenza degli aminoacidi cioè la
proteina “descritta” in quella parte di DNA.
Le terne di basi associate a
ciascun aminoacido sono le stesse per quasi tutti gli esseri viventi.
Possiamo
considerare il DNA come il LIBRO DELLE ISTRUZIONI necessarie al funzionamento
di un ORGANISMO.
Questo
LIBRO è diviso in Capitoli.
La parte di DNA in cui Nel Capitolo sono contenute le
PROTEINA è
scritto come formare informazioni
necessarie a
una
Proteina si chiama costruire una
Proteina cioè nel
Gene. capitolo è
“scritta” la sequenza
Un Gene è
una sequenza con cui, in quella
Proteina,
di
Terne di basi. si succedono
gli Aminoacidi.
Una
Terna di basi è il Il
testo di un Capitolo è
AMINOACIDO “nome”
di un aminoacido composto da una
sequenza
di
Parole.
Ciascuna
Parola è il “nome”
di un
Aminoacido.
Una
Singola base di una Una Parola è
formata da
Terna
(Parola) è una Lettere.
Lettera di quella
Parola.
Riassumendo
si ha questa corrispondenza:
ORGANISMO DNA LIBRO DELLE
ISTRUZIONI
Proteina Gene Capitolo
Aminoacido Terna di basi Parola
Singola
base Lettera
Gli aminoacidi sono 20: acido glutammico, glutamina, glicina,
alanina, serina, idrossilisina, acido aspartico, asparagina, arginina, prolina,
idrossiprolina, cistina, tirosina, lisina, treonina, isoleucina, leucina,
metionina, istidina, fenilalanina, triptofano, valina, dei quali gli ultimi 9
sono detti essenziali, in quanto il nostro corpo non è in grado di
sintetizzarli (cioè di formarli a partire dalle altre sostanze già presenti nell’organismo)
e quindi devono essere introdotti con gli alimenti in proporzioni stabilite. Il
valore biologico di un alimento aumenta con l’avvicinarsi delle proporzioni
degli aminoacidi contenuti alle proporzioni richieste per il corpo umano. Nel
caso in cui qualche aminoacido sia
presente in misura minore di quella richiesta (in tal caso l’aminoacido viene
detto limitante) le proteine contenute nell’alimento non possono essere
completamente utilizzate ai fini dell’accrescimento e del mantenimento dell’organismo,
pur contenendo gli altri aminoacidi in abbondante quantità.
Di proteine sono ricchi alimenti come le uova, il latte e
derivati, la carne, il pesce, i legumi, ecc., ma queste proteine non hanno
tutte il medesimo valore biologico.
Di alto valore biologico sono le proteine dell’uovo e quelle del
latte, di medio valore invece quelle della carne, del pesce, dei legumi, delle
patate e dei cereali; comunque, a questo riguardo, è fondamentale osservare che DI ALTO VALORE BIOLOGICO DEVE ESSERE
L’INSIEME DEGLI ALIMENTI INTRODOTTI AD OGNI PASTO. (15-82)!
CARBOIDRATI
_Essi possono essere distinti sulla base della loro struttura
chimica in semplici e complessi; quelli semplici, detti zuccheri, comprendono
tra gli altri il glucosio ed il fruttosio, monosaccaridi, ed il saccarosio, il
maltosio ed il lattosio, che vengono detti disaccaridi.
I carboidrati complessi comprendono l’amido, che è assimilato
dall’organismo, e le fibre alimentari (cellulosa, lignina, emicellulose,
pectine), che non lo sono.
Le fibre sono comunque molto importanti perché aumentano il
bagaglio fecale velocizzandone
l’evacuazione; inoltre, come già visto precedentemente,
l’assunzione di fibre alimentari è in
relazione con la prevenzione dei tumori del colon e del retto,
del diabete e delle malattie cardiovascolari.
L’eccesso di carboidrati introdotti con la dieta viene
trasformato in grasso detto “grasso duro”.
I carboidrati introdotti con gli alimenti, dovrebbero essere
soprattutto quelli complessi mentre il consumo di zuccheri semplici dovrebbe
essere ridotto al 7-8% dell’energia totale.(15-93)!
LIPIDI
_I lipidi assolvono a 3 funzioni fondamentali:
-
sono
un’importante riserva energetica;
-
sono
componenti fondamentali delle membrane cellulari in tutti i tessuti;
-
sono
precursori di sostanze regolatrici del sistema cardiovascolare, della funzione
renale e del sistema immunitario.
I lipidi alimentari forniscono energia, trasportano alcune
vitamine liposolubili e provvedono al fabbisogno di acidi grassi essenziali.
L’importanza nutrizionale dei lipidi è dovuta alla composizione
acidica cioè al contenuto in acidi grassi saturi (senza doppi legami),
monoinsaturi (con un doppio legame) e polinsaturi (con più di un doppio
legame).
All’aumentare del numero dei doppi legami si abbassa la
temperatura di fusione ed aumenta la suscettibilità ai fenomeni di ossidazione
dovuti a cottura; gli oli più facilmente ossidabili sono quelli che contengono
maggiori quantità di acidi grassi polinsaturi come, per esempio, gli oli di
semi.
Gli acidi grassi saturi hanno prevalentemente una funzione
energetica, mentre gli acidi grassi polinsaturi hanno importanti ruoli
strutturali e metabolici, sono utili nella prevenzione di dismetabolismi
lipidici e dell’arteriosclerosi.(15-98)!
VITAMINE
_Sono dei bioregolatori del metabolismo cellulare e non sono
sintetizzabili dall’organismo.
Le vitamine sono sostanze sensibili alla luce, all’ossigeno,
alle alte temperature; è quindi molto facile perderle durante la cottura dei
cibi o le manipolazioni domestiche degli stessi.
Esse si dividono in vitamine liposolubili cioè solubili nei
grassi, e idrosolubili, cioè solubili in acqua.
VITAMINE LIPOSOLUBILI
Vitamina A
E’ presente nei cibi animali (latte, fegato, burro, tuorlo
d’uovo) sotto forma di retinolo, nei vegetali (broccoli, spinaci, carote,
frutta) sotto forma di carotenoidi.
La vitamina A resiste al calore ma è sensibile all’azione
ossidativa dell’ossigeno.
E’ indispensabile per il meccanismo della visione e per la
differenziazione cellulare; di conseguenza è necessaria per la crescita, la
riproduzione e l’integrità del sistema immunitario.
La carenza di vitamina A può provocare ritardato accrescimento,
minore resistenza alle infezioni, cecità notturna, mentre l’ipervitaminosi può
causare anoressia, cefalea, irritabilità, ecc..
Vitamina D
Solo pochi alimenti, tutti di origine animale, contengono
quantità significative di vitamina D: l’uovo, il latte, il fegato dei pesci, il
burro, ecc.
La vitamina D è stabile al calore, ma si denatura con
l’irrancidimento dei grassi in cui è contenuta.
Essa aumenta l’assorbimento del calcio e del fosforo a livello
intestinale ed è necessaria per la formazione delle ossa.
La carenza di questa vitamina può derivare da scarsa assunzione
o da mancata esposizione della pelle alla luce solare; nei bambini questa
carenza determina rachitismo mentre negli adulti l’osteomalacias, ossia
demineralizzazione delle ossa piuttosto che mancata mineralizzazione come nel
rachitismo.
L’ipervitaminosi può causare anoressia, vomito, sonnolenza, ecc…
Vitamina E
Le fonti più ricche di vitamina E sono gli oli vegetali, i
cereali, il latte e le uova.
Essa è stabile alla luce ed al calore ma è alterata dai raggi
UV.
La vitamina E svolge un’importante azione antiossidante sugli
acidi grassi insaturi e sulle vitamine A
e C, sensibili all’ossigeno; inoltre interviene sulla stabilità
ed integrità delle membrane biologiche.
Una dieta ricca di acidi grassi insaturi necessita di maggiori
quantità di vitamina E.
In genere non si riscontrano carenze di vitamina E se non in
individui con difetti metabolici nei quali questa carenza può provocare
disordini neurologici, alla retina ed ai muscoli.
L’ipervitaminosi può dare disturbi intestinali.
Vitamina K
Si trova in notevole quantità nelle foglie verdi specialmente di
spinaci, lattuga, broccoli, cavoli; mentre
quantità meno rilevanti si trovano nei cereali, nelle carni e
nel latte e derivati.
E’ coinvolta nel processo di coagulazione del sangue e la sua
carenza può provocare emorragie,
mentre non si hanno
certezze sulle conseguenze da ipervitaminosi.
VITAMINE IDROSOLUBILI
Vitamina B1 (Tiamina)
Si trova soprattutto nel lievito di birra, nella carne di
maiale, nel fegato, nei cereali non decorticati e nei vegetali verdi;
interviene nel metabolismo dei glucidi e nella trasmissione nervosa.
La carenza di tiamina provoca alterazioni a carico del sistema
nervoso, del sistema vascolare e di quello gastroenterico; in caso di abuso di
alcool il suo assorbimento viene notevolmente ridotto.
Essendo scarse le possibilità di immagazzinamento della tiamina,
i primi disturbi di carenza si hanno dopo pochi giorni dal mancato apporto;
patologia da ipovitaminosi è il beri-beri, tipica delle popolazioni che si
cibano prevalentemente di riso brillato (che, come abbiamo visto
precedentemente, ha perso questa vitamina).
Gli effetti dovuti all’ipervitaminosi non sono stati rilevati se
non ad altissime dosi.
Vitamina B2 (Riboflavina)
E’
facilmente reperibile negli alimenti ed è presente sia nel mondo vegetale
(lievito di birra,
vegetali
a foglie verdi) che nel mondo animale (latte, fegato, rene, cuore).
Interviene in diverse reazioni di ossidoriduzione ed è sensibile
alla luce: per questo il latte, per esempio,
dovrebbe essere venduto in recipienti opachi.
La carenza di riboflavina porta essenzialmente un arresto della
crescita, alterazioni cutanee, della mucosa labiale e dell’occhio; l’eccesso di
questa vitamina invece viene escreto.
Vitamina B5 (acido pantotenico)
Essa si trova nel lievito di birra, nel fegato di manzo, nel
tuorlo d’uovo, nel frumento, nel mais, ed è stabile all’ossigeno ed alla luce.
Una volta assimilata entra a far parte del coenzima A,
indispensabile per importanti reazioni metaboliche; è anche implicata nella
sintesi degli acidi grassi.
Poiché è largamente diffusa, da qui il nome “pantotenico”,
difficilmente si hanno dei casi di avitaminosi; non si conoscono manifestazioni
acute o croniche da ipervitaminosi.
Vitamina B6 (Piridossina e derivati)
Questa vitamina si trova nel tuorlo dell’uovo, nel merluzzo
secco, nel fegato di vitello, nel germe di frumento, nel prosciutto crudo,
nella carne di manzo.
Dall’apporto di questa vitamina con la dieta dipende la buona
utilizzazione delle proteine alimentari; è anche implicata in alcune reazioni
del metabolismo glucidico e lipidico.
I casi di carenza di vitamina B6 sono molto rari; va comunque
ricordato che non tutta la vitamina B6 presente negli alimenti vegetali è
biodisponibile; la sintomatologia da carenza è caratterizzata da disturbi
nervosi, debolezza e difficoltà di locomozione.
Casi di ipervitaminosi sono associati ad assunzioni superiori a
50 mg/die e vanno considerati potenzialmente dannosi.
Vitamina B12 (Cobalamine)
E’ contenuta in buone quantità nel fegato, nella carne di manzo,
nel tuorlo d’uovo e nel formaggio; gli alimenti vegetali non contengono
vitamina B12.
Questa vitamina interviene sui sistemi enzimatici del
metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine.
Le diete strettamente vegetariane sono ad alto rischio di
deficienza in vitamina B12.
Stati di carenza possono essere osservati in persone anziane con
dieta povera di alimenti di origine animale. Una dieta strettamente vegetariana
della madre in gravidanza è pericolosa per il nascituro, specie se sarà in
seguito allattato dalla madre e poi alimentato anch’esso con dieta vegetariana:
i danni neurologici possono essere irreversibili.
La carenza di questa vitamina provoca, tra l’altro, disturbi a
carico del sistema nervoso; mentre livelli di ingestione doppi o tripli di
quelli normali non causano effetti dannosi.
Biotina
Alimenti ricchi in biotina sono il tuorlo d’uovo, il fegato, il
latte, i pesci di mare, il cavolfiore, le
carote, i pomodori, le mele; la biotina contenuta nei vegetali,
però, non è completamente
disponibile.
E’ una vitamina del gruppo B il cui ruolo chimico è
importantissimo nel metabolismo di un componente degli aminoacidi e nella
sintesi degli acidi grassi.
La carenza di questa vitamina è rara e può portare a
desquamazione del derma, ad anemia, ecc.; carenze secondarie di biotina sono da
imputarsi ad un grande consumo di uova crude o alla coque, in quanto l’albume
contiene una proteina che rende la biotina indisponibile.
Vitamina C (Acido L-ascorbico)
E’ presente negli alimenti di origine vegetale come gli agrumi,
i kiwi, i peperoni, i pomodori e gli ortaggi a foglia verde; si altera
facilmente alla luce ed al calore.
Interviene nella formazione del collagene, nell’eliminazione dei
radicali liberi, nella formazione dell’adrenalina, favorisce l’utilizzazione
dell’acido folico e l’assorbimento del ferro, ecc.
La carenza di vitamina C porta ad una fragilità capillare con
conseguenti emorragie, scarsa deposizione del tessuto osseo e conseguente
facilità di fratture, alterazioni e caduta di denti (scorbuto).
Eccessive dosi di vitamina C danno disturbi a livello
gastrointestinale, formazione di calcoli renali, ecc.
Vitamina PP (Niacina)
I cibi che ne sono più ricchi sono la carne di maiale, il fegato
di vitello, il lievito di birra.
Le sostanze appartenenti a questo gruppo vitaminico partecipano
alle reazioni di ossidoriduzione entrando nella sintesi e degradazione degli
acidi grassi, aminoacidi e colesterolo.
Dosi elevate di questa vitamina creano danni al fegato ed
ipotensione; la sua carenza provoca astenia, anoressia, diarrea, ecc..
Acido folico (folati)
Esso è contenuto nelle carni (frattaglie), nei vegetali,
soprattutto fagioli, pomodori, arance, in forma più o meno disponibile;
esistono infatti negli alimenti delle sostanze che diminuiscono
l’assorbimento dell’acido folico (del 20% nei legumi e dell’80%
nel succo d’arancia).
_Esso ha
un ruolo importante nel meccanismo di formazione di aminoacidi quali: glicina,
inosina e metionina; nella sintesi della colina, della timina, della tirosina e
dell’emoglobina; inoltre e’ uno stimolatore dell’attività di alcuni ormoni.
La carenza di questa vitamina porta, tra l’altro, alla
diminuzione dei globuli bianchi nel sangue, alla riduzione della sintesi del
DNA ed RNA, con manifestazioni gravi a carico delle cellule.
Apporti elevati di folati possono mascherare eventuali mancanze
di vitamina B12, causando effetti neurologici irreversibili. (15-104 e 49-77)!
MINERALI
_Il residuo minerale della combustione dei tessuti animali è
composto da elementi principali (calcio, fosforo, potassio, cloro, magnesio)
presenti in quantità dell’ordine del grammo (macroelementi) e da piccole
quantità dell’ordine del milligrammo o meno di altri elementi (ferro, zinco,
rame, manganese, iodio, cromo, selenio, molibdeno, cobalto)
I micro e macrominerali entrano nella costituzione delle cellule
e dei tessuti dell’organismo e provengono dagli alimenti e dalle bevande
introdotti.
Nella valutazione nutrizionale di un oligoelemento, si deve
tenere conto dei concetti di tossicità, essenzialità e biodisponibilità.
La tossicità è propria di tutti gli elementi ed è in funzione
della concentrazione alla quale
l’organismo è esposto. Attualmente sono ritenuti essenziali 1/3
degli oligoelementi minerali
conosciuti (cromo, manganese, ferro, cobalto, rame, selenio,
molibdeno, iodio).(49/15-119)!
Per il ferro si rimanda al primo capitolo nel paragrafo dedicato
all’anemia sideropenica.
Calcio
E’ il minerale più presente nel corpo umano; il 99% si trova
nello scheletro e nei denti.
La quota di calcio assorbita, circa il 40%, dipende alle
condizioni del soggetto e dalle interazioni con altri componenti della dieta.
Influenza favorevole sull’assorbimento del calcio è esercitata
dalla vitamina D. La biodisponibilità è aumentata dalla presenza di zuccheri,
in particolare del lattosio, e da aminoacidi come lisina, arginina, ecc…; viene
invece diminuita dalla presenza di fitati, fosfati e dagli acidi auronici
contenuti nella fibra
alimentare.
Ingestioni eccessive di calcio sono rare e possono provocare
calcolosi renali o inibire l’assorbimento di ferro e zinco.
Situazioni carenziali acute sono rare e la deficienza di questo
minerale nella fase di accrescimento
corporeo determina una ridotta densità minerale dell’osso. (49)
Iodio
Lo iodio fa parte degli ormoni tiroidei T3 e T4 la cui azione si
esplica a diversi livelli: nel metabolismo dei glucidi, in quello proteico,
lipidico, fosfo-calcico e nella termogenesi.
La principale patologia legata alla carenza di iodio è il gozzo.
L’eccessivo apporto di iodio può provocare ipertiroidismo ed
altre patologie; l’ipertiroidismo è caratterizzato da un tasso elevato di
ormoni in circolo.
L’alimento più ricco di iodio è il pesce, ma in genere lo
traiamo da alimenti come il latte, la carne, i cereali ed i vegetali che
introduciamo più frequentemente del pesce. (49)
Fluoro
Anche se la reale essenzialità del fluoro è oggetto di
controversia, studi sperimentali hanno confermato l’esistenza di una relazione
tra una maggiore incidenza di carie ed una più bassa assunzione di fluoro;
questo potrebbe inoltre avere un ruolo anche nella mineralizzazione delle ossa.
Bassi apporti di fluoro aumentano il rischio di incorrere in
carie dentali; l’effetto protettivo del fluoro nei confronti della carie è
maggiore nel periodo di formazione dei denti (cioè nei primi otto anni di vita)
ma probabilmente anche l’adulto continua a ricevere benefici dal consumo di
fluoro.
L’eccessiva assunzione cronica di fluoro provoca fenomeni di
fluorosi che sui bambini si manifestano con macchie scure sui denti.
Le fonti principali di fluoro sono le acque potabili, minerali,
il pesce, i frutti di mare, le uova ed il tè. (49)
SULLA
DIGESTIONE…
La digestione inizia in bocca e continua nella faringe,
nell’esofago, nello stomaco, nell’intestino tenue e crasso, per terminare con
l’espulsione dei residui inutilizzabili attraverso l’ano.
Come organi annessi vi sono delle ghiandole incaricate di
secernere i succhi digestivi che hanno il
compito di rendere il cibo assimilabile da parte dell’organismo;
alcuni condotti raccolgono il secreto di queste ghiandole e lo riversano nel
tubo digerente.
In bocca gli alimenti sono triturati e masticati dai denti,
agglutinati e completamente insalivati costituendo il bolo alimentare.
La prima trasformazione che subiscono gli alimenti è dovuta alla
ptialina, enzima contenuto nella saliva e attivo in ambienti basici, che avvia
la digestione dei carboidrati ed in particolare trasforma l’amido in maltosio .
Il bolo è deglutito e quindi spinto dalla faringe nell’esofago,
mediante movimenti muscolari detti peristaltici; la deglutizione produce
un’onda di contrazione nell’esofago che giungendo al cardias lo apre, lasciando
penetrare il bolo alimentare nello stomaco.
Lo stomaco secerne succo gastrico, contenente acido cloridrico e
tre enzimi: la pepsina, che trasforma le proteine, la chimosina, che coagula il
latte in caseina, e la lipasi, che ha un’azione piuttosto limitata sulla
digestione dei grassi.
Il succo gastrico all’arrivo del bolo è poco acido in quanto dà
la possibilità alla ptialina di
continuare il suo lavoro sui carboidrati, per altre due ore
circa; solo allora il succo gastrico
diventerà più acido per poter digerire anche la parte proteica
contenuta negli alimenti.
Mediante contrazioni peristaltiche il bolo si mischia con i
succhi gastrici, la cui secrezione può essere stimolata dalla presenza degli
alimenti nella bocca, dall’odore o anche dal ricordo dei cibi.
La massa alimentare trasformata (chimo), attraverso una valvola
situata nello stomaco detta piloro, penetra nell’intestino tenue (duodeno).
I movimenti peristaltici fanno avanzare il chimo attraverso
l’intestino tenue finché la massa alimentare viene trasformata in un liquido
lattiginoso e denso, il chilo, mediante l’azione della bile, del succo
pancreatico e del succo intestinale.
La bile è un liquido alcalino, prodotto continuamente nel
fegato, che si riversa nel duodeno; la sua azione principale e’ di emulsionare
i grassi.
Il succo pancreatico è un liquido fortemente alcalino che
contiene degli enzimi come la lipasi che scindono i grassi in acidi grassi e
glicerina, il tripsinogeno che, attivato a tripsina, agisce sulle proteine,
l’amilasi che trasforma in disaccaridi gli amidi non attaccati dalla ptialina.
Il succo intestinale o enterico contiene anch’esso vari enzimi
quali per esempio, l’invertina che scinde il saccarosio in glucosio e
fruttosio, la lattasi che trasforma il lattosio in glucosio e galattosio, la
maltasi che scinde il maltosio in glucosio.
L’assorbimento da parte del sangue dei prodotti digeriti si
verifica principalmente attraverso i villi intestinali; attraverso i vasi
sanguigni vengono assorbiti gli aminoacidi, i monosaccaridi, la glicerina, le
vitamine, l’acqua e i sali minerali, insieme all’ossigeno necessario per la
respirazione delle cellule dell’organismo. Le sostanze grasse, rappresentate
principalmente da acidi grassi, vengono assorbite dai vasi linfatici,
raggiungendo anch’esse la circolazione sanguigna.
L’ossigeno trasportato dall’ossiemoglobina, per l’azione di
certi enzimi, si fissa sui carboidrati e sui grassi e li ossida, cioè li
brucia; a seguito di tali combustioni si liberano energia e calore che le
cellule utilizzano per le loro funzioni.
Dall’intestino tenue il chilo passa nell’intestino crasso dove
l’assorbimento è scarso in quanto in esso confluiscono le sostanze
inutilizzate, non digeribili, e le sostanze residue che diventano compatte
poiché qui vengono assorbiti, quasi totalmente, i liquidi contenuti; l’insieme
di questi prodotti è detto feci, contenenti gas solfidrico, da cui deriva lo
sgradevole odore.
Le feci si accumulano nel sigma cecale per essere spinte nel
retto ed essere espulse attraverso lo sfintere dell’ano. (AUTO + 113-28)
SECONDA PARTE
SULLA NOSTRA DIETA…
Come anticipato nell’introduzione, in questa parte del capitolo
vengono forniti gli strumenti pratici per determinare i nostri fabbisogni,
analizzare e comporre una dieta.
Vorremmo innanzitutto sottolineare che non è facile informarsi
in campo alimentare anche perché non sempre i dati si presentano in forma
leggibile e comprensibile per chiunque senta l’esigenza di saperne di più.
Inoltre la carenza di dati sulla biodisponibilità dei nutrienti contenuti negli
alimenti e sulle trasformazioni subite dagli stessi a causa delle
manipolazioni, domestiche e non, fa si che l’analisi e la composizione di una
dieta non siano completamente precise: per esempio, nelle tabelle di
composizione degli alimenti leggiamo che un etto di pomodori maturi apporta 25
milligrammi di vitamina C, ma non è purtroppo riportato che in seguito ad una
cottura di 2 minuti a 70 gradi questa vitamina diminuisce del 50%.
La biodisponibilità degli elementi nutritivi cambia a seconda
degli alimenti che li contengono; infatti, se vogliamo assumere ferro dobbiamo
tener presente che negli alimenti di origine vegetale la sua biodisponibilità
varia dal 2 al 13% circa, mentre nella carne arriva al 25% circa.
ANALIZZARE LA DIETA
Nel sottomenù dell’opuscolo troverete le tabelle di composizione
degli alimenti che potrete stampare, copiare o consultare direttamente in video
e che vi saranno utili sia per analizzare la vostra dieta corrente che per
comporne eventualmente un’altra; (48) in entrambe i casi potrete immettere i
dati ottenuti, nelle due sottostanti tabelle (una per gli alimenti ed una per
le bevande) che vi permetteranno di osservarli con chiarezza.
Scomporre in elementi nutritivi i cibi di tutti i giorni, vi
aiuterà, a considerare ciò che mangiate non solo come qualcosa che vi delizia
il palato, ma anche come un insieme di composti chimici di cui il nostro corpo
ha bisogno.
COME USARE LE TABELLE
Abbiamo inserito delle tabelle da completare con gli alimenti, e
relative quantità, che compongono la vostra dieta e con i nutrienti in essi
contenuti; per determinare questi ultimi potrete utilizzare le successive
tabelle di composizione degli alimenti.
Per comodità di calcolo vi conviene raggruppare gli alimenti
dello stesso tipo, che mangiate sia a pranzo che a cena, in un’unica voce e
calcolare quindi, tutti in una volta, i nutrienti che vi sono contenuti.
Prendete in considerazione anche il vino e l’acqua; se consumate
acqua di rubinetto cercate di venire a conoscenza dei componenti (chiedendo
alla USL locale), se usate acqua in bottiglia avrete notato che le etichette
forniscono molte informazioni e vi accorgerete, per esempio, che il calcio
contenuto varia molto da una marca all’altra.
Per quanto riguarda l’olio, sarebbe meglio lo versaste con un
cucchiaio per capire esattamente quanto ne adoperate, visto l’alto potere
energetico di questo alimento.
A questo proposito, vi proponiamo subito una tabella che vi darà
il corrispettivo in peso (g) di alcuni alimenti misurati con due unità di
misura casalinghe: un cucchiaio da tavola (del volume effettivo di 10 cc) ed un
bicchiere “da vino” (contenente 125 ml di liquido di diversi alimenti).
TABELLA PESI E MISURE(49-180)
|
ALIMENTI |
UNITA’
DI MISURA |
PESO
IN G. |
|
Farina di frumento
00 |
N° 1 cucchiaio
colmo |
11 |
|
pastina |
n° 1 cucchiaio
colmo |
15 |
|
riso crudo |
n° 1 cucchiaio
colmo |
8 |
|
panna da cucina |
n° 1 cucchiaio
colmo |
14 |
|
parmigiano/cacao in
polvere |
n° 1 cucchiaio
colmo |
10 |
|
parmigiano |
n° 1 cucchiaio raso |
7 |
|
marmellata |
n° 1 cucchiaio raso |
14 |
|
maionese/miele/olio/zucchero |
n° 1 cucchiaio raso |
9 |
|
zucchero |
n° 1 cucchiaio
colmo |
13 |
|
latte |
n° 1 bicchiere |
129 |
|
vino |
n° 1 bicchiere |